top of page

Consiglio Regionale Lombardia non tratta il suicidio assistito.

  • Immagine del redattore: Progressisti lombardi Blog di informazione
    Progressisti lombardi Blog di informazione
  • 21 nov 2024
  • Tempo di lettura: 3 min


ree




Con voto segreto (43 i consiglieri a favore della pregiudiziale e 34 i contrari) si è deciso di “non trattare” il progetto di legge Coscioni di iniziativa popolare relativo a “procedure e tempi per l’assistenza sanitaria regionale al suicidio medicalmente assistito. Il relatore Forte (FdI): "La competenza è del Parlamento nazionale". Majorino (PD): “Dalla Destra grande dimostrazione di viltà”.


Il progetto di legge di iniziativa popolare, accompagnato da 8181 firme, era stato presentato dall’Associazione Luca Coscioni lo scorso 18 gennaio. L’Ufficio di Presidenza, deliberandone l’ammissibilità (relativa alla sola verifica dei requisiti previsti dalla legge regionale ai fini dell’avvio dell’iter legislativo), aveva assegnato alle Commissioni Sanità e Affari istituzionali l’esame congiunto del provvedimento. Nei mesi scorsi sono stati chiesti pareri giuridici e si è proceduto con le audizioni di esperti e professori di diritto costituzionale. Il testo è composto da sei articoli, il secondo dei quali afferma che “la Regione Lombardia assicura la necessaria assistenza sanitaria alle persone che intendono accedere al suicidio medicalmente assistito… ai sensi e per effetto della sentenza 242/2019 della Corte Costituzionale”. Negli altri articoli vengono stabiliti modi e tempi della “prestazione”, che dovrà essere “assicurata gratuitamente”.


“In ogni caso – ha detto il relatore Matteo Forte, riprendendo alcuni passaggi della Questione pregiudiziale, – ad oggi in Italia non esiste alcun diritto al suicidio medicalmente assistito. La sentenza 242 del 2019, alla quale fa riferimento il pdl traendone conseguenze sbagliate, si limita infatti ad escludere la punibilità dell’aiuto al suicidio nei casi considerati, senza alcun obbligo di procedere a tale aiuto in capo ai medici. La non punibilità viene riconosciuta quando il paziente è affetto da patologia irreversibile, fonte di sofferenze intollerabili, tenuto in vita con trattamenti di sostegno vitale e sia capace di prendere decisioni libere e consapevoli. La stessa Corte, tornando sulla materia nel 2024, ha precisato che ‘una simile ratio, all’evidenza, non si estende a pazienti che non dipendano da trattamenti di sostegno vitale, i quali non hanno la possibilità di lasciarsi morire semplicemente rifiutando le cure’”.


Carmela Rozza (PD), correlatrice nel lavoro delle Commissioni, intervenendo, ha insistito sul fatto che il progetto di legge non intendeva aggiungere nessuna decisione rispetto a quanto stabilito dalla Corte. “Si trattava - ha detto- di stabilire procedure e tempi affinchè la Regione potesse completare quanto previsto dalla Corte, che ha elencato precise condizioni per l’accesso al suicidio assistito rendendo irragionevole l’esclusione delle persone interessate. E infatti in questo senso avevamo individuato emendamenti migliorativi, ma qui purtroppo prevalgono le tifoserie di partito”.


Per il capogruppo del Pd in Consiglio regionale della Lombardia e componente della segreteria nazionale Dem, Pierfrancesco Majorino, “la destra ha fatto un grande errore. Ha deciso di impedire che vi possa essere una legge al fianco delle persone più sofferenti. La questione del fine vita non credo riguardi uno schieramento politico o un altro, ma la vita delle persone e un diritto che va garantito. E riguarda anche la necessità di dare indicazioni più chiare agli operatori sanitari. Penso che ci sia stata una grande dimostrazione di viltà da parte della destra, che non è neanche riuscita a bocciare la legge nel merito, ma ha addirittura impedito che venisse discussa dal Consiglio regionale. Peraltro è stato imbarazzante assistere al comportamento del presidente Fontana che mesi addietro si era detto disponibile ad un confronto nel merito. Oggi ha vinto Fratelli d'Italia che ha deciso di dare una linea oscurantista ancora una volta”, ha aggiunto Majorino in una nota diramata a fine seduta.


“Abbiamo condotto un partecipato e complesso percorso nelle Commissioni, con diverse audizioni e analizzando i vari profili tecnici ed amministrativi della questione, affrontando nel merito, con una lettura multidisciplinare, i vari contenuti del progetto di legge, grazie anche ad interventi di rilevanti esperti legali. Fondamentale rimane l’uniformità di trattamento ovvero il principio di uguaglianza; quindi, una scelta uniforme su tutto il territorio nazionale, che non crei differenze di trattamento e condizioni ai malati” - ha commentato il Presidente della III Commissione Sanità, Patrizia Baffi.







 
 
 

Commenti


Attualità...
Cerca per etichetta...
Seguici su...
  • Facebook Basic Black
  • Twitter Basic Black
Archivio

Ti è piaciuto quello che hai letto...? Con questo blog istituzionale dei Progressisti Lombardi, CONTIAMO ANCHE SU DI TE per darci una mano per migliorare il nostro, che è anche il Tuo mondo progressista! Con un click puoi fare una donazione libera e aiutarci a condividere sul blog informazioni, studi, ricerche che ci aiutino a far crescere insieme l'ecosistema progressista lombardo!

Dona con PayPal

© 2015 "Progressisti Lombardi" di Silvano Zanetti, Milano

bottom of page