Cop28, oltre 20 Paesi chiedono di triplicare il nucleare entro il 2050
- Progressisti lombardi Blog di informazione

- 5 dic 2023
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Al summit della Cop28 di Dubai si è parlato del rilancio del nucleare, tornato al centro del dibattito nella comunità internazionale alle prese con la lotta ai cambiamenti climatici. Sono una ventina infatti i Paesi - tra cui Stati Uniti, Francia e Regno Unito - che hanno stretto un patto con l’obiettivo di triplicare entro il 2050 la produzione di energia atomica. Perché il nucleare «pulito», quello di ultima generazione, viene visto come l’alternativa più potente in grado di garantire uno sviluppo futuro davvero sostenibile. L’annuncio - a cui hanno aderito anche i padroni di casa del summit, gli Emirati Arabi Uniti - è stato dato dallo «zar» del clima della Casa Bianca, John Kerry, e dal presidente francese, Emanuel Macron. Vertice a marzo Mentre il premier belga, Alexander De Croo, ha reso noto che il suo Paese organizzerà a marzo 2024, insieme all’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea), il primo vertice mondiale sul nucleare. L’obiettivo è uno solo: raggiungere a metà del secolo gli obiettivi di zero emissioni. Gli investimenti annunciati Investimenti annunciati da entrambe le sponde dell’Atlantico. «Nei prossimi due anni investiremo 2,3 miliardi di euro dal bilancio dell’Ue per sostenere la transizione energetica nel nostro vicinato e in tutto il mond». Lo ha annunciato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, in occasione del lancio dell’impegno globale sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica alla Cop28 a Dubai. I fondi si integrano «con l’iniziativa Global Green Bond da un miliardo», annunciata a giugno, ha sottolineato von der Leyen, evidenziando che l’Ue e i Paesi membri sono impegnati a investire «oltre 20 miliardi nella cooperazione energetica solo in Africa». Più rinnovabili Gli Stati Uniti stanziano 3 miliardi di dollari dedstinati al fondo per il clima. Lo ha annunciato la vicepresidente Kamala Harris a Dubai per il summit della Cop28. Mentre la presidenza della Cop 28 ha annunciato che 116 Paesi si impegnano a triplicare la capacità di energia rinnovabile nel mondo da qui al 2030. «L’Italia sta facendo la sua parte nel processo di decarbonizzazione in modo pragmatico con un approccio» che rispetti la neutralità tecnologica «libero da radicalismo: se vogliamo essere efficaci» serve «una sostenibilità ambientale che non comprometta la sfera economica e sociale, una transizione ecologica non ideologica». Così invece la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervenendo in plenaria alla Cop28 a Dubai. Meloni: sì a stop fossili ma con tempi e obiettivi raggiungibili Quello dell’uscita dai combustibili fossili «non penso che sia un tema scottante, non se n’è parlato poco, anzi la presidenza emiratina è stata molto incalzata, e io penso che sia un obiettivo che dobbiamo continuare a centrare. Chiaramente lo dobbiamo fare mentre produciamo altre fonti energetiche, quindi il tema è sempre lo stesso: gli obiettivi sono chiari e mi paiono condivisi. Bisogna avere un approccio non ideologico ma pragmatico, bisogna secondo me lavorare sulla neutralità tecnologica molto di più ed è una posizione che il Governo italiano porta avanti. E costruire passi che siano veloci ma che sia possibile centrare perchè se noi continuiamo a darci degli obiettivi che sono irraggiungibili ci ritroveremo qui tra 5 anni e scopriremo che non li abbiamo raggiunti».






















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