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Liguria: il Centrodestra, con un valido manager vince per un soffio sul Centrosinistra guidato pure da un valido politico di professione. Il perchè di un suicidio.

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    Progressisti lombardi Blog di informazione
  • 29 ott 2024
  • Tempo di lettura: 3 min

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A fine scrutinio Bucci (sindaco di Genova) vince con il 48,8% contro il 47,4% di Orlando. Lo scarto tra i due è di soli 8.424 voti. Bucci (le cui prime parole sono state: «Sarò il presidente di tutti i liguri») stravince con il 60% nella provincia di Imperia (nel capoluogo il sindaco è Claudio Scajola) e si impone anche in quella di Savona. Orlando, spezzino, è avanti in quella di Genova (nel capoluogo di regione con otto punti di vantaggio su Bucci) e La Spezia.

A livello di voto di lista, il Pd primo partito in Liguria al 28,5%, doppia quasi Fratelli d’Italia al 15,1% (che cede quasi 12 punti rispetto alle europee del giugno scorso, a vantaggio delle due civiche a sostegno di Bucci). Seguono la civica Bucci presidente all 9,5%, la Lega all’8,5%, Forza Italia all’8%, l’Alleanza Verdi-Sinistra al 6,2%, la civica Orgoglio Liguria Bucci presidente al 5,7%, la civica Andrea Orlando Presidente al 5,3%, il M5S al 4,6%. Notevole il tonfo del Movimento, che era al 10% alle europee. Beppe Grillo non ha votato.


Affluenza in calo al 46%. potrebbe essere un falso problema. L'offerta politica era per due candidati. Coloro che non si riconoscono in nessuno dei due si astiene.


Meloni: Liguria conferma fiducia nelle nostre politiche

 «Congratulazioni a Marco Bucci per la vittoria alle elezioni regionali in Liguria! Ancora una volta, il centrodestra unito ha saputo rispondere alle aspettative dei cittadini, che confermano la loro fiducia nelle nostre politiche e nella concretezza dei nostri progetti». Così sui social la premier e leader di FdI Giorgia Meloni. «Con la sua guida, la Liguria potrà contare su un amministratore capace e determinato, pronto a lavorare instancabilmente per il bene di tutti i liguri - aggiunge Meloni -. Avanti, insieme, con la stessa dedizione che guida la nostra azione in tutta Italia»

PD primo Partito, M5S crolla. Dove sono finiti i suoi voti? All'astensione o al PD.

La segretaria del PD , Elly Schlein: può rallegrarsi. La sua strategia consistente in una sorniona alleanza con il movimento qualunquista M5S sta dando i suoi frutti, i cui elettori almeno al Nord ritornano nell'alveo e nella certezza di un partito riformista. Per i delusi vi è l'astensione, confidando in tempi migliori.

Il commento di Schlein.

«Il Pd ha dato il massimo. Siamo consapevoli che non bastiamo. Scontiamo le difficoltà degli altri e speriamo che questo risultato faccia riflettere tutte le forze alternative alla destra, come fa riflettere noi, che non abbiamo speso un minuto in polemiche o competizioni con le altre opposizioni. Perché il nostro avversario è questa destra che vogliamo battere».

Giuseppi Conte, licenziato da Beppe Grillo, rantola nel suo ultimo disperato tentativo di rifondare il M5S.

Il leader del M5s ha riconosciuto la sconfitta, rinviando il rilancio del Movimento all’appuntamento della Costituente di novembre. «Non ci nascondiamo dietro un dito: un risultato deludente, al di sotto delle aspettative. Una responsabilità che ci conferma l’assoluta necessità di rifondare il Movimento ripartendo dalle attività di radicamento sui territori - che abbiamo intrapreso ma non si rivelano ancora sufficienti. Una carenza di cui eravamo pienamente al corrente già dopo il voto delle europee di giugno e a cui il M5S». «Quello dell’assemblea costituente - ha aggiunto Conte - è per noi un momento cruciale di ripartenza».

Renzi: oggi ha perso Conte e chi mette veti

 Di tutt’altro segno il commento di Matteo Renzi, escluso dalla coalizione di centrosinistra per il veto di Conte. «Oggi ha perso soprattutto chi concepisce la politica come uno scontro personale, come un insieme di antipatie e vendetta. Ha perso chi mette i veti. Ha perso chi non si preoccupa di vincere ma vuole solo escludere e odiare. Ha perso Giuseppe Conte, certo, e tutti quelli che con lui hanno alzato veti contro Italia Viva. Solo le mie preferenze personali delle Europee sarebbero bastate a cambiare l’esito della sfida, solo quelle. Aver messo un veto sulla comunità di Italia Viva ha portato il centrosinistra alla sconfitta».

 
 
 

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