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Russia e Cina frenano la Germania

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    Progressisti lombardi Blog di informazione
  • 5 dic 2023
  • Tempo di lettura: 2 min

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Disconnettersi completamente da Russia e Cina, come gli Stati Uniti e altri attori occidentali suggeriscono, per la Germania non è dunque una soluzione indolore. La trasformazione verde, la cosiddetta Energiewende, non rende facili i propositi dei progressisti. Proprio mentre stava perdendo l'accesso al gas russo, la Germania ha spento tutti i reattori nucleari. E anche dopo quasi un quarto di secolo di sovvenzionamento all'espansione delle energie rinnovabili, la Germania non dispone ancora di abbastanza pale eoliche e pannelli solari per soddisfare la domanda, lasciando ai tedeschi una bolletta elettrica tre volte più alta della media internazionale. Non è un caso che il partito Grüne-Verdi, quello di Annalena Baerbock, la combattiva e poco diplomatica ministra degli Esteri di Berlino che ha chiamato il leader cinese Xi Jinping “un dittatore", nonostante il Dragone resti per il settimo anno consecutivo il principale partner commerciale della Germania, sta crollando nei sondaggi. La stessa sorte sta capitando ai socialdemocratici. L'attuale recessione di Berlino, insomma, non è solo "tecnica", come spera la politica, ma piuttosto il presagio di un terremoto che minaccia di scuotere il Vecchio continente, iniettando ancora più agitazione in un paesaggio politico già polarizzato. Le navi fantasma avvistate vicino al sabotaggio del Nord Stream 2 Nella zona dell'esplosione che ha causato la fuga di gas si aggiravano due imbarcazioni con i sistemi di localizzazione spenti, che infittiscono il mistero attorno all'incidente La sfida degli estremi Dal declino dei partiti tradizionali è emerso Alternativa per la Germania (Afd), un partito di destra radicale con un seguito composto sia da elettori populisti filorussi che liberisti di stampo neonazista: una sorta di versione tedesca del trumpismo. Aprendo a temi che a lungo sono rimasti indicibili è arrivato al secondo posto nei sondaggi, a livello nazionale, superando il 20% e avvicinandosi al principale partito di centro-destra, l'Unione Cristiano-Democratica, che ora si trova nell'opposizione. La cosiddetta “barriera antincendio", una regola non scritta nella politica tedesca che impedisce di formare coalizioni con Afd, sta iniziando a mostrare delle crepe, e nel caso in cui Afd dovesse conquistare abbastanza voti da presentarsi come un partner indispensabile nella formazione delle coalizioni, questa barriera rischia di crollare. Come fermare la marea nera? Una cosa su cui sembrano essere d'accordo i partiti di governo è che l'ansia legata all'immigrazione sta crescendo, e così il cancelliere Olaf Scholz ha annunciato di voler "deportare su larga scala coloro che non hanno il diritto di rimanere in Germania". Normalizzando, così, sempre di più il principale messaggio della destra.

 
 
 

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