Sovranisti a Firenze
- Progressisti lombardi Blog di informazione

- 5 dic 2023
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 6 dic 2023

Matteo Salvini “Queste è una delle giornate che possono fare la storia, perché per la prima volta nella storia delle istituzioni europee un’altra Europa è possibile, un’Europa senza guida socialista, senza guida di sinistra, con il centrodestra che sta governando l’Italia alla guida dell’Europa”
Marine Le Pen. “L’Ue svilisce la nostra storia e le nostre culture, l’Ue ci vede come merci e danneggia i nostri popoli”, ha dichiarato Le Pen. “Per la signora von Der Leyen l’immigrazione non è un problema, ma un progetto”,
Kostadin Kostadinov, ospite bulgaro del meeting voluto dalla Lega, ha ripreso le parole di Le Pen. “Oggi l’Ue è una minaccia per l’Europa”, ha detto il rappresentante della Bulgaria. Il problema maggiore è la crisi demografica, non esiste stato europeo che non sia toccato. I migranti mettono a repentaglio il futuro dell’Europa, le élite dominanti ci fanno rimpiazzare con i migranti, con gli stranieri. Noi vogliamo essere padroni e non ospiti nei nostri Paesi”, ha aggiunto. “Noi lottiamo per patria, famiglia e Dio, e per la libertà”, ha tuonato invece George Simion, ospite romeno alla kermesse sovranista a Firenze. “La sinistra vuole cancellare la famiglia naturale, noi siamo per il diritto naturale. Dante ha regalato la Commedia, tante lezioni ancora attuali. L’Inferno lo vediamo in Europa, abbiamo i migranti irregolari, perso le fabbriche, perso l’identità nazionale e il declino del cristianesimo. E ci impediscono di usare padre, madre e Natale. Von der Leyen e Timmermans sono pazzi, malati”, ha continuato. “Noi ora vogliamo passare al Purgatorio e poi in Paradiso”, ha concluso, facendo riferimento alla Commedia di Dante.
E sullo stesso tono i rappresentanti sovranisti tedeschi ed austriaci decisi a rifiutae l'appoggio all'Ucraina.
Il partito della destra nazionalista tedesca (Alternative für Deutschland), che pure parla con accento neonazista, è accreditato sopra il 20 per cento se si tenessero oggi le elezioni in quel Paese. Un governo sovranista è al potere in Italia, Slovacchia e Ungheria, ha possibilità di affermarsi in Bulgaria. Come interpretare tale crescita dei partiti nazionalisti? Le cause sono molteplici, ma due meritano di essere considerate.
Il ruolo della paura e l’ondata nazionalista per l'immigrazione La prima ragione riguarda l’insicurezza. Le crisi multiple che si sono succedute dal 2008-2009, ma in particolare la crisi migratoria del 2015-2016 con i suoi sviluppi successivi, hanno creato un senso di insicurezza diffusa tra i cittadini. L’afflusso di migranti (economici o provenienti da aree di guerra o devastazione) ha continuato ad alimentare la paura sociale, oltre che culturale, tra i cittadini degli stati europei. L’immigrazione è una sfida per tutte le democrazie, basta pensare al muro costruito tra Texas e Messico dalla presidenza Trump. Tuttavia, quel muro, così come le scelte dei governi sovranisti europei di chiudere i confini nazionali, hanno potuto fare ben poco per fermare l’immigrazione. Anzi, in Italia, quest’ultima è aumentata con il governo sovranista al potere. Nondimeno, l’immigrazione, in particolare quella irregolare, continua ad alimentare il consenso verso la destra nazionalista, in quanto essa propone una formula sperimentata (anche se fallimentare) per gestirla. Chiudersi in casa serrando le porte. Nello stesso tempo, paradossalmente, sia l’economia americana che (soprattutto) quella degli stati membri dell’Ue stanno vivendo le conseguenze negative di un calo demografico di dimensioni storiche, con relativa mancanza di lavoratori in settori sia high-tech che ad alta intensità di lavoro. L’immigrazione crea paura, ma di immigrati abbiamo bisogno. Il nazionalismo non può risolvere il problema, ma è efficace a denunciarlo.
Sono molti i fattori che hanno ostacolato lo sviluppo di una politica migratoria sovranazionale. Tra di essi, c’è anche il fatto che le principali decisioni, relative alla sovranità territoriale degli stati membri, debbono essere prese all’unanimità. E sono i governi sovranisti, in particolare, che pongono il veto ad ogni decisione che prefiguri una politica sovranazionale. Lo fanno non solamente in questo campo, ma anche in altre politiche pubbliche (che concernono la sovranità degli stati, come la politica militare o estera) che richiedono di essere approvate all’unanimità.






















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